Contabilizzazione del calore

Lo strumento per ripartire le spese di riscaldamento negli edifici con impianto centralizzato, in base a quanto consuma davvero ciascuna unità immobiliare.

Che cos'è

La contabilizzazione del calore serve a ripartire le spese negli edifici con impianto di riscaldamento centralizzato. Insieme alla termoregolazione, permette a ciascuno di gestire in autonomia il riscaldamento della propria unità, anche se l'impianto è comune.

Vale anche il contrario: la contabilizzazione ha senso solo se ognuno può agire sull'impianto della propria unità e decidere quanta energia usare secondo le proprie esigenze. Per questo contabilizzazione e termoregolazione vanno sempre di pari passo, pur essendo due cose distinte.

L'obbligo di legge

La contabilizzazione del calore è stata introdotta in Italia dalla legge 10/1991, ma è diventata obbligatoria solo dal 2016, con il D.Lgs. 102/2014 che ha recepito la direttiva 2012/27/UE.

Da allora le spese di riscaldamento vanno ripartite secondo il principio del consumo effettivo.

Ripartizione delle spese

Le spese di riscaldamento si dividono in due parti.

Consumo volontario

L'energia termica usata dai singoli. Deve rappresentare almeno il 50% della spesa totale per riscaldamento, raffrescamento e/o produzione di acqua calda sanitaria centralizzata.

Quota involontaria

Legata alle dispersioni dell'impianto e ai costi di esercizio che non dipendono dal comportamento dei singoli. Si ripartisce secondo la relativa tabella millesimale.

Chi si è distaccato paga comunque la quota involontaria

Le utenze che si sono distaccate dal riscaldamento centralizzato installando un impianto autonomo devono comunque contribuire alla quota involontaria: anche se non sono collegate, beneficiano delle dispersioni dell'impianto.

Lettura da remoto e consumi mensili

Il D.Lgs. 73/20 stabilisce che entro il 1° gennaio 2027 tutti i sistemi di contabilizzazione del calore individuali devono essere dotati di dispositivi leggibili da remoto (art. 9, comma 5-bis), e che i consumi rilevati vanno comunicati ogni mese (art. 19, comma 2).

Per questo Contea installa nelle parti comuni di ogni condominio una rete di dispositivi per la lettura da remoto. Ogni utente può così accedere al portale Contea Smart Metering e consultare in autonomia i consumi della propria unità immobiliare.

Due tipologie

A seconda di come è fatto l'impianto, e quindi degli strumenti da usare, si distingue tra contabilizzazione indiretta e contabilizzazione diretta.

Contabilizzazione indiretta

Un ripartitore di calore su ogni radiatore. È la soluzione per gli impianti a distribuzione verticale, a colonne montanti.

La contabilizzazione indiretta si usa di solito negli impianti centralizzati a distribuzione verticale. In via eccezionale anche in quelli a distribuzione orizzontale, quando i contatori di energia termica non si possono installare per ragioni economiche o tecniche.

Negli impianti a distribuzione verticale la termoregolazione avviene con valvole termostatiche installate su ciascun corpo scaldante.

Tra i diversi dispositivi previsti dalle norme UNI per la contabilizzazione indiretta, Contea usa solo quelli conformi alla UNI EN 834, i ripartitori di calore: gli unici regolamentati a livello europeo.

Il ripartitore di calore

Il ripartitore di calore è uno strumento di misura installato sul corpo scaldante, direttamente oppure, quando non è tecnicamente possibile, tramite una sonda esterna.

Il suo calcolo si basa sulla potenza termica nominale del corpo scaldante e sul suo accoppiamento termico. Per determinare il consumo esatto bisogna quindi conoscere le caratteristiche tecniche e la potenza del radiatore su cui è installato ogni ripartitore, e rispettare l'esatta posizione di montaggio stabilita dalla UNI EN 834.

Sui termoconvettori i ripartitori si installano con appositi kit di montaggio per il sensore remoto.

Due modi di installarlo

In chiaro

I dati del corpo scaldante sono inseriti nell'apparecchio: le unità di ripartizione sul display sono già quelle corrette.

In scala fissa

Gli apparecchi restano con le impostazioni di fabbrica: nel rendiconto individuale dell'amministrazione va poi applicato un ulteriore coefficiente di conversione per ottenere il consumo effettivo.

Cosa misura

Come stabilito dalla norma, il ripartitore integra nel tempo la differenza tra la temperatura media della superficie del corpo scaldante e la temperatura ambiente. La lettura non è espressa in unità di energia ma in unità di ripartizione: un dato comunque proporzionale all'energia consumata, e quindi utile a calcolare la percentuale di ripartizione dei consumi volontari.

Nella contabilizzazione indiretta la percentuale di consumo involontario può essere stimata da un professionista incaricato, in base alle caratteristiche dell'edificio e dell'impianto di distribuzione, oppure in base alla norma tecnica UNI 10200.

Contabilizzazione diretta

Un contatore di energia termica all'ingresso di ogni unità immobiliare. È la soluzione per gli impianti a distribuzione orizzontale.

La contabilizzazione diretta si usa di solito negli impianti centralizzati a distribuzione orizzontale. Ma anche in quelli verticali, se dotati di ventilconvettori, i cosiddetti fan-coil.

Negli impianti a distribuzione orizzontale la termoregolazione è affidata a uno o più termostati, che regolano la temperatura ambiente nelle zone a cui sono associati. Se l'impianto ha radiatori, si può aggiungere una termoregolazione per singolo ambiente installando anche valvole termostatiche su ogni corpo scaldante.

Il contatore di energia termica

In questo tipo di distribuzione si può intercettare l'impianto all'ingresso di ogni unità immobiliare con un contatore di energia termica. Il contatore determina l'energia prelevata dall'utenza misurando la quantità di fluido termovettore che circola e la differenza tra la temperatura in entrata e in uscita.

La contabilizzazione diretta determina quindi il consumo volontario attraverso contatori individuali di energia termica. Il consumo è espresso in kWh (chilowattora).

La norma UNI EN 1434, parti da 1 a 6, definisce i requisiti generali dei contatori di energia termica, le loro caratteristiche costruttive, le interfacce di comunicazione e le modalità di scambio dati, le prove di collaudo e le verifiche, e le indicazioni per installazione e manutenzione. I contatori sono regolati anche dalla direttiva europea sugli strumenti di misura (MID).

Il contatore generale

Nella contabilizzazione diretta è consigliabile installare anche un contatore generale, che misura l'energia in uscita dal generatore di calore.

Così la quota dei consumi volontari si ottiene dal rapporto tra la somma dei consumi dei singoli utenti e l'energia utile totale misurata in centrale termica. La parte restante è la quota involontaria.