Contea S.r.l.

FAQ – Domande frequenti…

…riguardanti l’adozione di un sistema di termoregolazione autonoma e contabilizzazione individuale per un impianto di riscaldamento centralizzato a colonne montanti.


Quesito installazioni 2016: Perché non si vedono i concentratori dati del sistema di contabilizzazione del calore nelle scale condominiali?

Contea, a partire da quest’anno (2016), installa l’ultimo modello dei ripartitori della Qundis. Il modello Q caloric 5.5! Tale modello è tecnologicamente superiore alla versione precedente. Questa superiorità consiste soprattutto nella trasmissione radio. Il raggio di trasmissione del nuovo modello è raddoppiato ed il telegramma di trasmissione è molto più breve e più veloce. Questo significa una sicurezza ancora maggiore nell’acquisizione dei dati. Per questo nuovo modello i concentratori dati non sono ancora disponibili. La Qundis ha proiettato la disponibilità per metà 2017. Questo fatto non ha alcuna rilevanza per l’utente finale in quanto i dati verranno scaricati con la cosiddetta procedura “walk-by”, un metodo mobile che permette di scaricare i dati di consumo con lo stesso risultato ottenuto con i concentratori installati nelle scale. Data la durata decennale del prodotto, Contea ha scelto di installare, presso i suoi clienti, la tecnologia più all’avanguardia attualmente disponibile.

Come e dove viene montato il ripartitore sul termosifone?

Il punto di montaggio dipende da più fattori. Generalmente lo si monta in una posizione centrale del radiatore, ma non è sempre così. I fattori che incidono maggiormente sul montaggio del ripartitore sono: il radiatore stesso (p.es. scaldasalviette in bagno o radiatore ad elementi o a piastre ecc), il tipo di montaggio (saldatura o avvitamento) e le condizioni locali (che possono richiedere il montaggio di un sensore a distanza se è p.es. presente un copritermosifone che impedisce la misurazione della corretta temperatura ambientale). Bisogna comunque sempre rispettare le indicazioni del produttore del ripartitore.

Quali sono i criteri di taratura del ripartitore?

I criteri di taratura di un ripartitore tengono conto delle seguenti variabili:

I primi tre criteri vengono applicati sempre, il quarto si applica solo in caso di necessità.

Cosa vuol dire montaggio corretto?

Per eseguire un montaggio correttamente è necessario avere una approfondita conoscenza di tutti gli aspetti sopra descritti e saperli applicare a regola d'arte. Solo così si otterrà un conteggio equo delle spese di riscaldamento secondo il consumo effettivo di ciascun utente.

Come vengono evitate manomissioni e/o interventi che ne possano impedire il corretto funzionamento?

Il ripartitore elettronico è dotato di un dispositivo di autodiagnosi che ne verifica costantemente il buon funzionamento segnalando eventuali guasti o manomissioni. Il ripartitore è piombato. Chi volesse staccarlo dal radiatore, durante il periodo di riscaldamento per evitare il conteggio, dovrà rompere il piombino. Qualora si dovesse verificare un tentativo di rimozione della protezione, il ripartitore memorizzerà la tentata manomissione.
In caso di tentativi di manomissione termica del sensore ambiente, il ripartitore disattiva automaticamente il sensore ambiente e continua a rilevare il consumo come un ripartitore a sensore unico con temperatura ambiente fissa di 20°C.
Ampi test in passato hanno dimostrato che altri metodi mirati ad influire il corretto funzionamento del ripartitore, risultano più costosi del risparmio ottenuto attraverso l’abbassamento del conteggio del ripartitore stesso.

Qual è il costo di ogni singolo apparecchio a lettura manuale o a distanza?

Il tipo di apparecchiature da installare ed i relativi costi dipendono dal grado di automatismo della gestione e dal grado di “privacy” che si vuole custodire. Dipende inoltre dagli attacchi preesistenti dei radiatori. Se i corpi valvola (valvola all’ingresso di ogni radiatore) e i detentori (valvola all’uscita di ogni radiatore) già sussistono, non è richiesto alcun ulteriore intervento da parte di un idraulico.  I prodotti meno costosi sono quelli a termoregolazione manuale e la cui  contabilizzazione si effettua con lettura diretta. Quelli più costosi invece sono a termoregolazione programmata, gestiti a distanza attraverso un unico cronotermostato. La contabilizzazione a lettura remota permette di leggere i consumi al di fuori di ogni singolo alloggio.

La spesa è comunque di gran lunga inferiore rispetto alla trasformazione in impianti con caldaiette unifamiliari.

Per avere comunque una risposta concreta a questa domanda, Vi chiediamo gentilmente di farci pervenire una richiesta di preventivo specifica indicando i dati del condominio e dell' amministratore o del condòmino interessato.

E' necessario l’intervento dell’idraulico in casa?

Se il calorifero è già predisposto di un corpo valvola termostatizzabile, non è necessario l'intervento di un idraulico. In caso contrario è necessario smontare il vecchio corpo valvola, che non permette l’applicazione della testa termostatica, ed è quindi necessario l’intervento dell’idraulico.

E' necessario abbattere  muri e/o rompere pavimenti per l’installazione nella propria casa?

Assolutamente no! L’installazione non è invasiva, richiede esclusivamente il montaggio di un corpo valvola e un detentore all’ingresso e all’uscita di ogni radiatore. Si evita di impiantare nuove tubature per il trasporto dell'acqua calda e del gas.

Che cos’è un impianto centralizzato a colonne montanti?

La maggior parte degli impianti di riscaldamento più datati è a colonne montanti. Essi sono costituiti da un anello, formato da una tubazione di andata ed una di ritorno, che percorre la base dell’edificio. Dall’anello si dipartono le colonne montanti che alimentano i radiatori posti sulla stessa verticale nei vari piani dell’edificio. Fino a pochi anni fa questa tipologia era molto diffusa perchè consentiva di realizzare economie nella fase di costruzione dell’edificio. Più difficilmente però permette di ottimizzare la gestione dell’impianto di riscaldamento, specialmente quando si hanno utilizzazioni diverse nelle varie parti dell’edificio.

Come avviene la termoregolazione in caso di impianto centralizzato a colonne montanti?

Su ogni radiatore viene installata una valvola termostatica che permette all’utente di scegliere la temperature desiderata, differenziata per ogni ambiente, e i periodi di riscaldamento. Sistemi più sofisticati permettono anche la programmazione delle temperature in base alle varie esigenze.

È possibile adottare la contabilizzazione individuale solo in alcune unità abitative di un condominio?

Assolutamente no! La contabilizzazione è un sistema di ripartizione dei costi in base al consumo individuale di ciascun utente. Per poter ripartire la complessiva quantità dei consumi in modo corretto, si devono conoscere i consumi di tutti i radiatori collegati all'impianto termico. Per questo motivo è necessaria una delibera assembleare per adottare la contabilizzazione del calore.

Devo convertire l’impianto ad un altro combustibile?

La caldaia centralizzata può funzionare con qualunque combustibile. Non è necessario convertire l'impianto esistente ad un combustibile diverso. La contabilizzazione del calore Contea funziona indipendentemente dalla scelta del combustibile.

Posso convertire la centrale termica in un impianto funzionante ad energia rinnovabile?

Sì! La contabilizzazione del calore funziona indipendentemente dalle scelte in centrale termica.

Perché un impianto di riscaldamento centralizzato è preferibile a tanti impianti autonomi?

 Vantaggi del riscaldamento centralizzato

Come avviene la ripartizione dei costi?

La contabilizzazione individuale del calore permette di pagare soltanto il calore consumato da ogni utenza. Tuttavia bisogna pagare una quota "fissa", indipendentemente dal uso individuale che si faccia del riscaldamento. Bisogna riservare una parte delle spese di riscaldamento alla copertura dei costi della cosidetta componente gestionale (conduzione e manutenzione ordinaria dell'impianto, servizio di contabilizzazione, ecc.) e delle dispersioni dell'impianto termico.
La quota per potenza impegnata, cosidetta quota "fissa" si deve determinare caso per caso seguendo le istruzioni della UNI 10200. L’ammontare della quota "fissa" viene suddivisa fra i condòmini sulla base della ripartizione millesimale di riscaldamento o in base alle quote della potenza termica installata.
La parte restante delle spese di riscaldamento viene suddivisa in proporzione al calore consumato da ciascun condomino, sulla base dei consumi letti nei ripartitori di calore.

Posso accendere e spegnere il riscaldamento a mio piacimento?

Certamente! L’impianto centralizzato con termoregolazione e contabilizzazione del calore non ha alcuna limitazione negli orari di accensione.

Posso gestire il riscaldamento della mia casa in modo autonomo senza ristrutturare tutto l’impianto centralizzato in singole caldaie autonome?

Per gestire in modo efficiente e razionale il riscaldamento nei condomini, la contabilizzazione del calore associa ai vantaggi dell’impianto centralizzato quelli dell’impianto individuale. Si tratta dell’impianto centralizzato con contabilizzazione individuale del calore e termoregolazione autonoma delle temperature.
In sostanza questa tecnologia permette di gestire in modo autonomo il riscaldamento del proprio appartamento senza una caldaietta in ciascuna unità abitativa. La caldaia rimane sempre unica per tutto il condominio, ma ogni proprietario/occupante ha la possibilità, attraverso particolari dispositivi, di spegnere, ridurre o aumentare la temperatura del proprio appartamento, ufficio o negozio.
Grazie a ripartiori individuali, ciascuno paga il calore effettivamente consumato. Bisogna installare un sistema di apparecchiature che misurino (contabilizzano) la quantità di calore effettivamente consumata in ogni appartamento e consentano di regolare le temperature della parte di impianto che è al servizio di ogni alloggio.

Vorrei conoscere la potenza di emissione dei vostri contabilizzatori di calore e capire come e quando avviene la trasmissione dei dati verso la centralina. E' ciclica? A tempi definiti? Se il termosifone è spento il contabilizzatore continua a trasmettere?

La trasmissione è ciclica. Una trasmissione della durata di 36 sec avviene ogni 25 ore. La potenza della trasmissione è di 0,6 mW. Il ripartitore funziona indipendentemente dallo stato di spegnimento o accensione del radiatore sul quale è montato.Quindì funziona per 365 giorni all'anno.

Avete degli studi effettuati in loco sul campo elettromagnetico residuo localizzato intorno al contabilizzatore? E l'eventuale inquinamento elettromagnetico è stato mai misurato?

Al momento non siamo in possesso di studi effettuati sul campo elettromagnetico residuo localizzato intorno al ripartitore, ma disponiamo dei certificati di conformità che attestano i prodotti di radiotrasmissione. Rispondono ai requisiti delle direttive europee in materia di elettromagnetismo. Esistono degli studi secondo i quali l'inquinamento elettromagnetico dei sistemi di contabilizzazione è largamente inferiore a quello dei telefoni cellulari e telefoni cordless della rete fissa. Questo è soprattutto dovuto alla bassa potenza di trasmissione (ca. un millesimo della potenza dei telefonini). Per questo motivo anche una distanza minima tra trasmettitore e corpo umano durante i 36 sec. di trasmissione non dovrebbe creare danni alla salute.

Ho una seconda casa in montagna. Perchè si ha una quota fissa più elevata in caso di seconde case? Sulle percentuali da adottare esiste una normativa?

La quota "fissa" serve per ripartire le spese indipendentemente dal consumo energetico o non direttamente determinate dal comportamento dell’utenza. Spese tipiche di questo genere sono:

Se l'utilizzo delle unità abitative del condominio è "omogeneo", nel caso della presenza della grande maggioranza dell'utenza durante tutto l'anno e soprattutto durante la stagione termica, come avviene in genere nelle prime case, il rendimento globale medio stagionale di un impianto termico  è superiore rispetto alle seconde case, dove l'utilizzo delle unità abitative può variare molto: utenti presenti ogni fine settimana e/o per tutta la durata delle vacanze, altri presenti solo saltuariamente o addirittura mai durante un'intera stagione termica. Si pensi ad esempio ad un autobus. Se viaggia con tutti i posti occupati, l'energia che consuma si distribuisce su tutti i passeggeri. Se viaggia con un solo posto occupato, viene utilizzata pressochè la stessa quantità di energia per una sola persona. Il rendimento è di gran lunga inferiore. Se il rendimento è inferiore, significa che ci sono maggiori perdite del sistema, che incidono su una maggiore quota "fissa", perchè involontariamente consumate dal singolo utente nel suo alloggio. Il caso della seconda casa, evidenzia chiaramente che la quota fissa può variare di anno in anno in dipendenza della presenza o meno di un certo numero di utenti. In Italia, la UNI 10200, la normativa sulla ripartizione delle spese di riscaldamento, descrive come calcolare la quota di potenza impegnata, la cosiddetta quota "fissa", per ogni specifico caso.

Vogliamo applicare dei fattori correttivi agli appartamenti in base alla loro esposizione, come avviene in Svizzera, perchè è ingiusto far pagare di più a chi non usufruisce di una esposizione vantaggiosa. Come si fa?

Per fare ciò bisognerebbe fare una diagnosi energetica per determinare tali fattori correttivi. In Italia  comunque non è permesso applicare tali correzioni. La legge italiana (come quella tedesca) stabilisce che le spese sono da ripartire "in base al consumo effettivo". In Svizzera vige un altro principio, quello della compensazione: spesa identica per comportamento energetico identico. L'applicazione di tale principio, attraverso i fattori correttivi per esposizione, in Italia non è permesso.

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